La tua città è intelligente?

IMMAGINE La tua città è intelligente?

La tua città è intelligente?

Il Rapporto, realizzato con la collaborazione scientifica di Istat, Unioncamere, Anci, Utilitalia e Openpolis è riconosciuto da addetti ai lavori, media e stampa come il più importante rating nazionale sulle smart cities (come dimostra l’ampia e prestigiosa rassegna stampa in occasione dell’evento di presentazione dell’edizione: Huffington Post, La Repubblica, Nova Sole24Ore, Radio 24 - Il Sole24Ore, Today, La Stampa, Lifegate, ecc). Ecco un podcast della seguitissima trasmissione di radio24 del 20/10/2016, smart city, in cui si discute proprio dell'iCityRate di quest'anno.




Milano, Roma, Trieste, Bologna e Firenze. Ultime per quest’anno le due città siciliane di Enna ed Agrigento e le tre calabresi di Vibo Valentia, Reggio Calabria e Crotone. Milano doppia il resto del paese, il primato della capitale lombarda è netto. Milano si distanzia dalle altre città in maniera decisa, doppiando, in quasi tutti gli indicatori la media nazionale. La metropoli lombarda è il luogo in cui il valore aggiunto pro-capite è il più alto di tutto il paese. E’ la principale sede di imprese di grandi dimensioni, ma è anche la provincia caratterizzata dalla maggiore intensità brevettuale (rapporto brevetti depositati/unità di lavoro). Gli imprenditori digitali scelgono Milano e soprattutto la città sceglie di investire su un modello nuovo di innovazione urbana che sposta l’asse della strategia di sviluppo verso forme nuove di economia, collaborativa e social. Roma attrae laureati, finanziamenti UE e imprese ad alto contenuto di conoscenza. Il secondo posto nel rating della dimensione economy spetta alla capitale, che cresce rispetto allo scorso anno. L’economia della città eterna appare rinforzata dalla capacità di attrarre finanziamenti europei legati alla ricerca e all’innovazione e quindi saper generare imprese ad alto contenuto di conoscenza. Trieste, il sistema della ricerca genera imprese e startup. In terza posizione nella classifica economy troviamo la città del vento che fa registrare valori molto elevati nella capacità di generare imprese ad alta conoscenza ed anche nell’indice relativo alla presenza di imprese start-up innovative e/o contratti di rete. Gli interventi a favore dell’innovazione delle imprese e il rafforzamento della rete dei parchi scientifici sul territorio regionale, hanno prodotto ricadute significative in termini di nuovi prodotti e processi, di brevetti e nuove collaborazioni tecnologiche, premiando in termini di sviluppo economico il territorio urbano e quello regionale. Le città toscane hanno complessivamente un buon posizionamento nella dimensione economy. Oltre a Firenze, che ritroviamo al 5° posto, subito sotto Bologna (4° posto), sono toscani altri primati significativi: Pisa è la prima città d’Italia per “concentrazione R&S”, nelle istituzioni pubbliche e nel no profit. Non meno interessanti sono i risultati ottenuti da Grosseto e Prato che battono tutti gli altri per la realizzazione di nuovi spazi-incubatore per start-up, laboratori con strumentazioni di base e tecnologie innovative.




Quest’anno, più che in passato, iCityRate ha misurato, unitamente alla qualità del vivere urbano, la capacità delle città di farsi piattaforma, di guardare a traguardi lunghi facendo scelte ed investimenti che puntano sui nuovi driver di sviluppo. Attrarre cervelli e talenti, generare imprese innovative, mettere a sistema luoghi di condivisione, strumenti per la produzione e saperi, attrarre finanziamenti europei per la ricerca e l’innovazione, rendere disponibili i dati pubblici e, certamente, una strategica crescita digitale. Entriamo più nel merito. Milano è in testa e anche per il 2016 non lascia la prima posizione. Se l’anno passato Bologna, che si conferma seconda, gli stava dietro a soli 25 punti di distanza, quest’anno la distanza aumenta e passa a 60 punti. Milano vince raggiungendo buoni punteggi in tutte le dimensioni, ma a trainare la smartness milanese sono prevalentemente fattori economy. Milano è anche un caso particolare, i suoi punti di debolezza, la qualità dell’ambiente, la legalità, la sicurezza, la corruzione la spingono, sotto questi aspetti, in fondo alla classifica.


Milano vs Roma




Un confronto, infatti, fra le due città è inevitabile. Abbiamo visto come Milano rimane ben salda in vetta alla classifica mentre Roma è bloccata al 21° posto, ma il distacco tra le due città in termini di punteggio aumenta: se, infatti, la distanza tra le due città era di 127 punti lo scorso anno, quest’anno sale a 155. Una forbice che si allarga sempre di più a discapito della romana. Il Sud è ancora lontano dalla top ten ma la distanza con le altre aree geografica si è ridotta. Cagliari, che è la prima città del meridione che incontriamo in classifica, 54°, è infatti salita molto rispetto al 2015, grazie ad un miglioramento significativo in tutte le aree. Ma la città metropolitana sarda non è l’unica del mezzogiorno a crescere, con lei Pescara (+5), Bari (+4), Matera (+12), Lecce (+5), Oristano (+1), Potenza (+2).


Il caso: La RAI si mobil-ita


Se addirittura la Rai rifa l’abito alla sua app, siamo davvero di fronte al fatto compiuto dell’inevitabilità del trasloco su mobile, dell’utilizzo di questa modalità di connessione con i propri clienti, ormai sempre meno client e sempre più user. L’esordio è stato però difficile. Dalla fine di agosto è disponibile questa nuova applicazione, Rai Play, che ha sostituito la precedente Rai.tv. Quest'ultima è rimasta comunque valida per pc ed Android tv. Alla fine dello scorso mese di agosto tutte le persone che avevano scaricato l’app Rai.tv sui loro smartphone e tablet, hanno visto partire un aggiornamento, che in realtà ha portato sui loro dispositivi un’applicazione tutta nuova, chiamata appunto Rai Play. Le due applicazioni sono piuttosto diverse tra loro e l’esordio è stato molto tormentato. Il lancio forse affrettato ha richiesto numerosi aggiornamenti e solo nel mese di ottobre la situazione sembra finalmente essersi stabilizzata.




I contenuti delle due applicazioni della Rai sono, inevitabilmente, simili, ma la presentazione è molto diversa: la vecchia Rai.tv per Android e iOS puntava molto sulla funzione replay, presentando il palinsesto dei sette giorni precedenti, impostati sulla ricerca per giorno e canale, seguendo un rigoroso palinsesto. La nuova Rai Play invece ci svincola dal palinsesto e passa alla divisione per argomenti. Un approccio quindi più rapido e che va a pescare in tempi molto allargati. Come dicevamo all’inizio la nascita della nuova app è stata molto tormentata: da subito si è capito che richiedeva molta memoria per lavorare correttamente e che all’inizio si sono privilegiati i dispositivi Apple delle ultime generazioni (l’app non è compatibile con i dispositivi che utilizzano i sistemi operativi precedenti a iOS8!). Chiaramente si tratta di un’applicazione molto esigente in fatto di prestazioni e difficilmente "digeribile" da terminali anche solo leggermente datati. Ciò fa parte del normale ciclo di evoluzione dei software, ma forse sarebbe stato meglio proporre l’applicazione come aggiuntiva rispetto alla precedente e non del tutto sostitutiva, lasciando all’utente che sfrutta vecchi dispositivi con processori lenti di poter continuare a usare la vecchia versione, meno avida. Qui il simpatico spot dell'app.


Smart is the new sexy




L'essere smart è ormai una necessità, non un vezzo. Abbiamo visto come il tasso di diffusione dell' e-commerce sia uno dei fattori che permettono ad una città di fregiarsi dell'appellativo smart. Nel commercio il trend d’acquisto dei consumatori a livello globale evidenzia come siano gli smartphone a dominare le vendite. Le aziende che sapranno stare al passo coi tempi avranno successo nei prossimi anni, per le altre, le acque saranno molto agitate. La digitalizzazione è un dogma. La fede nell'informatica ha forse sostituito religioni più vetuste, ma sembra ad oggi l'unica rotta percorribile. Qualcuno disse "il naufragar m'è dolce in questo mare", ma una bussola ti sarebbe forse utile. A noi in Prolution non piace abbandonare in mare aperto le pmi, maglia più grande del tessuto economico italiano. Un mix di 10 anni di esperienza e di freschezza, grazie all'età media di 27 anni, ci permette di offrirci come faro ed indicarti la rotta verso il porto. Abbiamo sviluppato una app e-commerce gratuita, semplice da usare sia per chi compra che per chi vende, che intercetta tutti i benefici della digitalizzazione dei processi e dei prodotti, non solo a livello di marketing, ma anche, e soprattutto, di fatturato. Shapper! Sali a bordo.



2020 © Prolution Group - All rights reserved.