Dall’e-Commerce all’m-Commerce

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Dall’e-Commerce all’m-Commerce

Lo studio di Criteo analizza i trend d’acquisto dei consumatori a livello globale per quanto riguarda l’m-Commerce, evidenziando come siano gli smartphone a dominare le vendite e come le aziende che sapranno sfruttare questa tendenza avranno successo nei prossimi anni. Il mobile commerce ha raggiunto un punto di svolta; i retailer hanno ormai bisogno di interagire con gli utenti-clienti costantemente, non importa in che punto si trovino lungo il percorso dell'acquisto. I marchi che seguiranno questo trend avranno un vantaggio sui concorrenti.


M-Commerce




La ricerca mostra come le aziende debbano considerare il mobile come mezzo principale per guidare le vendite. I miglioramenti tecnologici hanno facilitato lo shopping su smartphone, i rivenditori, se vogliono aumentare le vendite, devono avere app e forte presenza su mobile per interagire con i clienti, ovunque ed ogni volta che questi ultimi sono alla ricerca di prodotti e servizi da acquistare. Il numero di e-shopper continua a crescere. I marchi che hanno ottimizzato la loro esperienza di mobile shopping stanno superando i loro concorrenti. Nel primo semestre 2016 infatti, negli Stati Uniti, i rivenditori leader hanno visto aumentare le vendite da mobile del 30% anno su anno, acquisti che hanno rappresentato il 52% di tutte le transazioni e-Commerce. Per tutti i retailer statunitensi, la quota delle transazioni mobile è aumentata del 17% anno su anno. Come evidenziato anche dal report di Zanox “Mobile Performance Barometer”, lo smartphone continua ad accrescere la sua importanza come dispositivo usato per lo shopping online, grazie a caratteristiche che permettono di fare acquisti in maniera semplice e veloce, mentre l’acquisto da tablet è in declino. Per la prima volta, è stato fatto tramite smartphone il maggior numero degli acquisti mobile nei principali mercati di tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti, dove sono state effettuate da cellulare il 67% delle vendite, in crescita del 26% anno su anno. La maggior parte delle operazioni di m-Commerce sono stati completati su iPhone. Tuttavia, Android segna un 57% di crescita anno su anno, 1,5 volte quella di iPhone.




Le applicazioni convertono fino a 3 volte di più rispetto ad altri ambienti per lo shopping online. Per la prima volta le applicazioni hanno visto maggiori ricavi rispetto a desktop e web mobile, con una media di 127 dollari in-app contro 100 dollari desktop e 91 web mobile. I leader nelle app mobile arrivano al 90% in più delle conversioni rispetto agli altri rivenditori. Il futuro dell’e-commerce è l’m-commerce. Emerge anche da un’altra, enorme, ricerca condotta da Ipsos  per conto di PayPal. Lo studio si è svolto su 22 Paesi (UK, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia, Danimarca, Polonia, Turchia, Russia, Israele, Emirati Arabi, USA, Canada, Brasile, Messico, Cina, Australia) e un campione complessivo di oltre 17.500 consumatori online globali. Ci si aspetta che il commercio da mobile cresca in maniera rilevante nei prossimi anni, ad un tasso di crescita medio annuo del 42%. Lo shopping da mobile rappresenta per i commercianti un treno da prendere al volo. Tra le principali attività relative all’e-commerce, fatte da smartphone, si prediligono la ricerca di informazioni su attività commerciali e le recensioni di prodotti. In Italia, in cima alla top 10 delle attività più frequenti fatte via smartphone negli ultimi 12 mesi, troviamo la ricerca di informazioni sui prodotti (effettuata dal 36% dei proprietari/utilizzatori di uno smartphone), o sulla localizzazione di un negozio o informazioni su di esso (30%), leggere feedback e recensioni di clienti o utilizzatori (28%), confrontare i prezzi mentre si è in negozio (19%), acquistare da smartphone anche mentre si è a casa (16%). Quando è stato chiesto a tutti gli utilizzatori di smartphone ed altri supporti, quali fossero i benefici di fare acquisti tramite un app, il vantaggio più menzionato è stato la comodità (il 43%).


Ma insomma, “queste” app aiutano davvero le imprese?




2 esempi da un’articolo del Sole 24 Ore. “La storica azienda odontoiatrica familiare, Revello, ha sostituito la carta con i tablet per i report da firmare a casa del cliente. Snam, operatore che distribuisce gas naturale, ha invece una app per comunicare in mobilità con i tecnici. Revello e Snam sono aziende pioniere, in Italia, nell’usare app e servizi mobile a supporto del business (Politecnico di Milano). I loro casi permettono quindi di testimoniare i benefici del mobile in un arco di tempo abbastanza lungo. I vantaggi misurati sono stati numerosi: risparmio di tempi e costi e quindi maggiore efficienza complessiva nel lavoro. Nel caso di Revello il cliente, dopo un’intervento a domicilio, firma il report  su un documento digitale. Il tutto viene inviato con e-mail sia al cliente che all’azienda. La novità è servita per ridurre significativamente  i tempi necessari all’archiviazione dei documenti. Il layout strutturato sui documenti digitali ha aumentato l’efficienza delle attività di back office, che ora possono essere svolte da un numero minore di addetti. Si è ridotto anche il bisogno di fare telefonate di assistenza. L’investimento di 35 mila euro è stato recuperato nel primo anno e ora l’azienda prevede di risparmiare circa 230 mila euro nei prossimi 5 anni. Si chiama Gas to Go, invece, l’app sviluppata da Snam per supportare sul campo, in mobilità, il personale tecnico nelle normali attività. L’app è collegata al sistema informatico e alle banche dati aziendali. Snam può quindi fornire in mobilità ai tecnici alcuni servizi e informazioni: la lista degli interventi assegnati, la verifica dei materiali necessari a realizzarli, la cartografia informatizzata e lo storico degli interventi. Istruzioni, procedure da seguire, indicazioni sulla normativa.


e-Commerce in Italia




Gli acquisti online stanno entrando sempre di più nelle abitudini anche degli italiani, come visto sono ormai numerosissime le ricerche che mostrano e dimostrano come il settore dell’e-commerce sia in constante crescita negli anni e come anche le piccole aziende possano sfruttare in maniera concreta e crescente questo canale di vendita, grazie alle costanti innovazioni che caratterizzano oggi questo settore. Si tratta quindi di un momento importante per l’e-commerce in Italia, atteso di fatto all’esame di maturità. Questo è di fatto il tema centrale del prossimo convegno organizzato dall’Osservatorio e-Commerce B2C del Politecnico di Milano che si terrà il prossimo 18 ottobre presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. Il titolo del convegno è proprio “e-Commerce B2C in Italia: esame di maturità per l’offerta”. Si cercherà di fare il punto della situazione attuale sul commercio online in Italia, che continua la sua innegabile fase di sviluppo e che lascia presagire addirittura un cambio di passo nel prossimo futuro, grazie alle numerose innovazioni che si stanno realizzando nel settore. Tra i fattori critici che già adesso sono propulsivi per la crescita del settore ci sono i servizi e la consegna con corrieri: aspetti che stanno dietro le quinte, poco visibili al consumatore, ma che si riflettono decisivamente nell’efficienza della distribuzione, nella rapidità dell’evasione degli ordini e nelle spedizioni sempre più economiche e più rapide. Le innovazioni arrivano al punto tale che, grazie ad apposite app(Shapper), anche le imprese medio piccole possono dotarsi di uno shop online e fare consegne, spingendo anch’esse nella direzione ormai comune dell’automazione dei processi. Soluzioni ad hoc con cui poter gestire gli ordini dalla propria piattaforma di vendita ed impostare una ottimale logistica per le spedizioni e l’inoltro degli ordini ai corrieri. Le migliori app sono integrabili con piattaforme e-commerce, sempre più al primo posto nelle scelte dei consumatori di tutto il mondo. Tutto questo, per le attività economiche, significa rendere più automatici, veloci ed economici tutti i processi che vanno dall’ordine fino alla consegna. Per il consumatore, significa ricevere l’ordine con minori spese e con tempi più rapidi e certi.


Pronto al Trasloco?




Le app sono già il presente, soprattutto del business. Le app aziendali rappresentano uno strumento gestionale ormai irrinunciabile sia per quelle aziende che detengono relazioni B2B che per imprese B2C. Infatti, supportando i processi produttivi interni ed esterni all’azienda, permettono una diretta e pratica gestione dei rapporti tra azienda e clienti e tra fornitori e collaboratori. Agevolano l’attività aziendale rendendola maggiormente efficace ed efficiente e ne garantiscono il costante controllo, le app aziendali vengono anche progettate e sviluppate infatti per fornire un continuo monitoraggio delle attività produttive e per fornire ai propri utenti/clienti un potente strumento accessibile dal palmo della propria mano.


Facebook Epic Fail. Quel pomeriggio di un giorno da cani


MarketPlace è la nuova opzione di Facebook per comprare e vendere cose attiva da qualche giorno solo in pochissimi stati test in giro per il globo. “A causa di un problema tecnico”, per alcune ore sono state in vendita armi, droghe, animali, bambini e prestazioni sessuali…



Il 3 ottobre, come gli attentissimi lettori di questo blog ben sanno, Facebook ha lanciato, non ancora in Italia, Marketplace, una piattaforma, interna all’app di Facebook per smartphone, che permette di vendere e comprare oggetti. Marketplace avrebbe ovviamente delle regole simili a quelle che già ci sono per i gruppi in cui la gente si scambia oggetti di vario tipo, che vietano di vendere e comprare droga, armi, animali, articoli per adulti e, in generale, cose illegali. Nelle prime ore in cui Marketplace è stato disponibile c’è stato però un, non meglio spiegato, problema tecnico che ha impedito a Facebook di bloccare la vendita di cose illegali, contrarie alla legge o anche solo alle regole di Facebook. (?!) Il New York Times ha scritto che per un po’ di tempo c’è quindi stato chi ha venduto e comprato, tra le altre cose, «droghe, cani, armi, prestazioni sessuali e cuccioli di riccio». Non tutti quelli che hanno provato a vendere cose illecite ci sono riusciti, il problema tecnico ha riguardato solo alcuni dei post, anche se Facebook non ha fornito numeri o percentuali. Ora il problema è stato risolto, Facebook ha chiesto scusa e tutto è tornato normale. Restano però gli imbarazzanti screenshot di alcuni utenti che si sono trovati davanti le cose messe su Marketplace in quelle ore. Marketplace serve solo a mettere in contatto diretto venditori e acquirenti, che poi si accorderanno tra loro in privato per quanto riguarda il pagamento e la consegna dei beni (senza un qualche tipo di intermediazione che sicurezza c’è negli acquisti e nei pagamenti? Nuova gaffe  in arrivo per big F?). Per tentare di evitare truffe, agli acquirenti interessati sarà possibile vedere (esatto, vendere) alcune informazioni più dettagliate sui venditori, come il luogo in cui vivono e da quanto tempo sono iscritti al social network. E-Commerce? Facebook, lo stai facendo male. Diffidare dagli imitatori. Shappers do it better.


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